• Filippo Mechelli

Alla scoperta del Quartiere Coppedè

Fate, Rane e Ragni



Pare che la maggior parte degli abitanti di Roma non ci sia mai stato. O che addirittura nemmeno sia a conoscenza della sua esistenza. Ma durante una vacanza nella capitale, tra Colosseo, Fontana di Trevi e Piazza San Pietro, sarebbe bene lasciare un piccolo spazio per il Quartiere Coppedè.

La vicinanza al Villa Paganini lo rende una tappa da non perdere.

Si tratta dell'esperimento artistico-architettonico più audace mai intrapreso a Roma, se non nell'Italia intera: qua si fondono liberty, neogotico, kitsch, barocco e modernismo.



Si tratta dell'esperimento artistico-architettonico più audace mai intrapreso a Roma, se non nell'Italia intera: qua si fondono liberty, neogotico, kitsch, barocco e modernismo.

Piazza Mincio, costituisce il cuore del quartiere. Al centro c'è la Fontana delle Rane, con la vasca principale poco più alta del livello stradale. 



Occhio ai particolari. Non solo fontane dedicate alle rane. Anche gli edifici del quartiere Coppedè hanno nomi singolari. C'è il cosiddetto “Villini delle Fate”, dalle raffinatissime facciate esterne, dorate e conacciate esterne, dorate e con numerose figure di donne dipinte sopra. In queste palazzine dove si alternano travertino, terracotta, vetro, ferro battuto e legno viene esaltata Firenze, con la scritta “Fiorenza sei bella".C'è anche il Palazzo del Ragno: prende il nome da un gigantesco aracnide, decorazione sopra al portone d'ingresso principale. Da notare al terzo livello il balconcino con loggia: sopra c' è un dipinto color ocra e nero di un cavaliere tra due grifoni, sormontato dalla scritta “Labor”.




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